
Capita ogni tanto di essere coinvolti dai familiari nella faticosa incombenza di
svuotare cantine e soffitte. Negli anni,
accumuliamo molti oggetti e soprattutto gli anziani fanno fatica a disfarsene per ragioni sentimentali. Eppure, a ben guardare hanno ragione loro: chi l'ha detto che un vecchio comò non possa essere riutilizzato ancora? Prima che la società dei consumi ci imponesse
la logica dell'usa e getta, era normale passarsi di generazione in generazione abiti, mobili e molto altro. Da qualche anno, però, si sta verificando
un cambiamento di rotta, complice la crisi economica che ancora stiamo attraversando. Dell'arte di
riusare gli oggetti e dei riflessi che questo comportamento potrebbe produrre nel futuro, parla
Paolo Ferrario nell'articolo che pubblichiamo oggi nell'
area Magazine, settore Socialità.
Il nostro sociologo si sofferma dapprincipio sulle
tipologie dei “riusatori” descritte da
Guido Viale in un libro, spunto della sua riflessione. Poi parla delle teorie della
“decrescita” e della
“slow economy” soffermandosi anche sulla possibilità di dare nuova vita persino ai nostri rifiuti. Non tutti, naturalmente, se la sentirebbero di andare a recuperare il cibo ancora buono dai cassonetti; tuttavia è utile, dice ancora Ferrario,
rispolverare i nostri oggetti stipati in cantina. Potrebbero
dirci molto di noi, di come eravamo e come siamo diventati, non credete?
Diteci la vostra, vi aspettiamo!
Leggi l'articolo di Paolo Ferrario