
Gli
anziani sono più
attivi di un tempo: fanno sport, partono per paesi esotici, curano il giardino e socializzano con molte persone. Tutti comportamenti positivi, certo, che però li espongono per paradosso a
rischi maggiori per la propria salute. Come mai? Perché
non sono vaccinati, o, se lo sono, l'hanno fatto molto tempo fa. Il problema sarebbe destinato ad aggravarsi nei prossimi vent'anni, quando nel nostro Paese vi saranno oltre 16 milioni di
over 65 e circa 5 milioni e mezzo di ultra ottantenni. La notizia è stata riportata dal
Corriere della Sera sul finire del mese di agosto, quando le influenze stagionali sembravano ancora lontane. Nell'articolo si riportavano le considerazioni di
virologi e geriatri sull'importanza di una
campagna “pro-vaccini” per i cosiddetti giovani anziani, che farebbe risparmiare molto denaro ai destinatari e alle casse dello Stato. L'importante, si sostiene, è andare sul pratico evitando i toni allarmistici. Da alcune malattie, infatti, i giovani anziani così eclettici e pieni di vita non sono più protetti: tra le insidie più pericolose c'è l'infezione da
pneumococco e
il tetano (che si può prendere pungendosi banalmente con una spina di rosa). Contro il secondo, molti ultrasessantenni non si sono mai vaccinati neanche da bambini, come analogamente a quanto capita con il morbillo che, considerato tipico dell'infanzia, può essere invece contratto anche da adulti. L'articolo conclude quindi con l'esortazione della Società italiana di igiene all'allargamento della
vaccinazione a tutti, indipendentemente dall'età.
Voi come la pensate?
Avete intenzione di vaccinarvi il prossimo autunno? Come avete vissuto lo scorso anno la paura della pandemia da A H1N1, per fortuna ora “declassata” a influenza stagionale? Personalmente, pensiamo che sia importante
informarsi per bene, con calma e razionalità. Voi?