
C'erano una volta gli ultrasuoni, che servivano ad allontanare gli uccelli dagli aeroporti, poi sono arrivati
i falchi che oggi proteggono anche le coltivazioni... potrebbe cominciare così una favola moderna che parla del
ritorno di un antico mestiere:
la falconeria.
La riscoperta è cominciata prima con i voli aerei, per la capacità degli affascinanti rapaci di tenere a distanza da decolli e partenze le altre specie dotate di penne e ali, ma solo di recente si è pensato di valorizzarne il talento predatorio anche in campagna e negli allevamenti ittici. Il merito è di
Daniele Miconi, imprenditore vitivinicolo di Udine, premiato
dall'Oscar Green 2010 per le imprese agricole della
Coldiretti. In che cosa consiste la sua idea? Miconi non ha fatto altro che rispolverare il mestiere che suo padre vent'anni prima aveva a sua volta rilanciato nell'aeroporto di Trieste. In possesso di una ventina di falchi, l'imprenditore insegna a chi gli fa visita a studiarne il volo per addestrarli a guardare a vista le proprie coltivazioni. E dire che originariamente non voleva farne una professione: per Miconi la falconeria era una
passione di famiglia, mentre oggi insieme con il fratello ne ha fatto un
business “ecocompatibile” dai potenziali sviluppi per le generazioni future. Come dire, che il passato può insegnare, e molto, a chi deve ancora nascere. A voi piacerebbe trasmettere
un antico mestiere ai nipoti o, viceversa, che cosa vi piacerebbe imparare dai vostri nonni? Raccontateci la vostra esperienza, vi aspettiamo!