
Essiccato, liofilizzato, sotto vuoto o “de-ossigenato”:
il cibo non fresco subisce molte trasformazioni che ne allungano la vita, grazie a
tecniche antiche e recentissime. Proprio su queste ultime si sofferma
Angela Maria Messina nell'articolo pubblicato oggi nell'area
Magazine, settore
Alimentazione. La nostra nutrizionista spiega in che cosa consistono
le tecniche di conservazione più in voga oggi, illustrando anche che cosa sono
gli additivi e perché li si usa. Si tratta di un argomento delicato che non di rado crea
frizioni tra industria alimentare e consumatori: di qui la raccomandazione dell'esperta di
leggere per bene l'etichetta prima di effettuare i propri acquisti. Su scatolame, barattoli di vetro, caffè liofilizzato e quant'altro si tiri giù dagli scaffali del supermercato, deve infatti per legge essere riportato
l'elenco dei conservanti e/o additivi utilizzati. In ogni caso, una volta aperti, è fondamentale
riporli nei luoghi consigliati dalla medesima etichetta per non comprometterne la commestibilità. Ad esempio, i prodotti sotto vuoto di solito vanno messi in frigorifero e consumati in breve tempo, una volta che siano stati aperti.
Voi vi fidate dei consigli riportati sulle etichette? In generale,
vi piace mangiare scatolame e simili o non comprereste mai neanche un'insalata in busta? Diteci la vostra e... buon appetito!
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