Ernest Hemingway sosteneva che
invecchiando si diventa
più attenti, non più saggi.
La tradizione, invece, ha sempre associato
la vecchiaia alla saggezza. Chi ha ragione? Entrambi. La conferma arriva da
una recente scientifica americana, che ha analizzato il comportamento di
tremila californiani dai 60 ai 100 anni. Man mano che si va avanti negli anni, rallenterebbe la velocità nel prendere le decisioni. Ciò non vuol dire, sostengono gli scienziati, che
diventando vecchi si fa più fatica a interpretare gli
stimoli esterni, bensì che
per rielaborarli si ha bisogno di più tempo, il che permetterebbe, però, di dare alla fine risposte più corrette di quelle date da chi reagisce più in fretta. Per i ricercatori, infatti, con lo scorrere del tempo
diminuirebbe la dopamina, ossia la sostanza che permette ai neuroni di dialogare tra loro, in genere abbondante da giovani. Tradotto in soldoni:
gli anziani sono solo meno impulsivi dei giovani, non meno svegli. Detto in maniera meno spiccia, invece, per la ricerca americana gli anziani reagirebbero agli eventi con più cautela o attenzione, come diceva il grande scrittore americano, ma anche
con maggiore razionalità o saggezza, come sostiene il detto popolare. Oltretutto, sembra che il cervello continui a crescere per tutta la vita e per imparare davvero cose nuove è meglio non prenderle troppo di petto... voi
che tipi siete o siete diventati? Vi sembra di
avere messo a freno le emozioni diventando più vecchi?
Rispondete, con tutta calma...