
Quale sarà il pianeta che lasceremo alle
nuove generazioni? Ci interessa davvero consegnarne uno in cui regni il rispetto della natura e delle creature che lo abitano? Se rispondiamo di sì, allora occorre impegnarsi da subito per l'avvento delle
“Green economics”. È questo il messaggio lanciato da
Paolo Ferrario nell'articolo che pubblichiamo oggi nell'area
Magazine, settore
Socialità. Per il nostro sociologo, non è più il tempo di perdersi in chiacchiere, se veramente abbiamo a cuore
l'avvenire dei nostri figli e nipoti. Per fortuna, precisa, qualcosa si sta muovendo: il nostro esperto preferisce parlare di
molte economie “verdi” e non di una sola, come aveva accennato nel suo
precedente articolo dedicato all'argomento, perché sono davvero molti i modi in cui si può rendere più ecologica la nostra “impronta” sulla terra. Per farlo, servono a monte
scelte precise della politica e dell'impresa, ma anche nel
nostro privato possiamo già da oggi stesso adottare
comportamenti meno esplosivi per la madre Terra. Per esempio, lasciamo stare i cibi usa e getta, preferiamo la bicicletta (e i mezzi pubblici) quanto più è possibile e ristrutturiamo la casa puntando sulle risorse rinnovabili. Oltretutto, considera il nostro Ferrario, se quest'idea diversa del nostro stare al mondo uscisse dalla nicchia nella quale è ancora relegata, potremmo
superare con più facilità anche
la crisi mondiale scoppiata nel 2008. Le green economics permetterebbero infatti di sviluppare
professionalità nuove, capaci di guardare non solo all'oggi, ma anche al dopodomani e ancora più in là.
Voi vi sentite pronti a diventare “green”? Diteci la vostra, vi aspettiamo!
Leggi l'articolo di Paolo Ferrario