L'Unione europea è stata la prima a crederci, adesso bisognerà vedere se lo farà anche il Governo italiano:
le Marche si sono aggiudicate il budget comunitario di 2,8 milioni di euro come importante mattone per costruire sul proprio territorio un vero e proprio
distretto della domotica a servizio dell'anziano. La possibilità le è stata data dall'ok espresso dalla Commissione europea per il finanziamento totale al progetto sulla
“casa intelligente” per l'anziano denominato
Jade, acronimo di
“Joining Approaches for the Integration and Development of transnational knowledge clusters policies related to indipendent living of Elderly”, di cui sono partner, oltre alla Regione, anche
l'Istituto di ricovero e cura dell'anziano, l'Università di Ancona e tra gli altri, anche Francia, Regno Unito, Turchia e Finlandia. Il finanziamento rientra nel
Settimo Programma Quadro per la ricerca (di cui abbiamo parlato con
Fiorella Marcellini per un'altra importante sperimentazione) per il quale sono state selezionate, per l'Italia, oltre alle Marche, solo
la Toscana, per un totale di sette progetti scelti in tutta Europa.
In concreto, i ricercatori impegnati in “Jade” dovranno sviluppare le tecnologie dell'abitare che siano il più possibile fruibili da parte degli anziani, puntando sui sistemi di automazione più innovativi. L'obiettivo finale è rendere la vita nella
terza età più leggera, favorendo anche la prevenzione e la gestione più confortevole della malattia quando quest'ultima sia già comparsa. Da ultimo, Jade dovrebbe spingere gli anziani a uscire dall'isolamento e a socializzare. Insomma, non si tratta solo di studiare soluzioni tecniche a loro servizio, bensì di permettere la nascita di un vero e proprio
ambiente di vita a loro più congeniale.

Grande soddisfazione, com'è comprensibile, è stata espressa dai
vertici amministrativi regionali: il governatore
Gian Mario Spacca ha ricordato come si siano già avviati verso la realizzazione del distretto della domotica con lo stanziamento di venticinque milioni di euro. Per procedere con la costruzione, però, conclude il presidente della Regione Marche, servirebbe un altro importante mattone, e cioè il “cofinanziamento equivalente da parte dello Stato”.