
Le prove tecniche di Servizio sanitario integrato sono già in corso in molte
farmacie italiane, ma l'ok ufficiale è arrivato solo a fine anno scorso, con l'entrata in vigore del
decreto legislativo numero 153, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 4 novembre 2009.
In concreto, con
le nuove disposizioni si dà pieno riconoscimento alla farmacia come punto di primo soccorso, come luogo di prenotazione di visite specialistiche e analisi, come raccordo tra gli anziani e l'assistenza domiciliare e infine come sportello per ritirare i referti. In più, sarà possibile richiedervi il supporto di infermieri e fisioterapisti per l'effettuazione a domicilio di visite predisposte dal medico di famiglia.
Della
rivoluzione in corso, hanno discusso ad
aprile
i principali rappresentanti pubblici e privati del sistema farmaceutico italiano, che hanno precisato di non volersi sostituire ai medici nell'assistenza ai cittadini, bensì di porsi come nuovo anello nella catena dei servizi sempre più efficienti a beneficio dei cittadini.
Perché la legge diventi del tutto operativa, serve la firma della
Conferenza Stato-Regioni, ma le previsioni sull'attuabilità della rivoluzione nelle farmacie sembrano rosee, anche perché, come dice
l'articolo 6 del decreto 153/09,
“dalla attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”; tradotto in altri termini, si tratterà di utilizzare in maniera differente le risorse già messe a disposizione dal ministero della Sanità all'intero settore.

Nelle
Marche, per esempio, con i primi 16 milioni dei 211 in totale stanziati dallo Stato a beneficio della sanità regionale, dal primo luglio si partirà nelle farmacie convenzionate con l'erogazione di alcuni dispositivi medici monouso, di prodotti per diabetici e per chi ha esigenze alimentari speciali. In più, proprio come dice la legge 153/2009, le farmacie marchigiane si faranno sostenitrici delle campagne media per la prevenzione delle principali patologie. Alcune, inoltre, diventeranno veri e propri laboratori di analisi grazie alla presenza della strumentazione automatica necessaria, mentre altre si trasformeranno in punti di primo soccorso grazie alla predisposizione di defibrillatori a beneficio di chi soffre di disturbi cardiaci.
La rivoluzione è invece già in atto a
Lucca, dove i sedicimila cittadini affetti da patologie croniche e invalidanti possono già ritirare i farmaci previsti dalle loro terapie abituali direttamente nelle farmacie pubbliche e private convenzionate. Analogamente, a
Treviso è già in vigore dallo scorso gennaio la ricetta elettronica, consultabile dal farmacista direttamente dal suo pc senza che il cittadino bisognoso di un farmaco con obbligo di prescrizione medica gli porti quella cartacea.

Gli esempi appena citati parlano di cambiamenti
a macchia di leopardo sul territorio nazionale: del resto,
l'abbiamo visto poco tempo fa con
l'e-health, nel nostro Paese ancora ai primi passi. Anche in questo caso, non resta che attendere: che cosa? Il giorno in cui
la rivoluzione sarà diventata normalità.