
Se
il commissario Montalbano fosse una persona in carne e ossa, probabilmente andrebbe a dare una mano ai
25 anziani toscani che nei prossimi cinque anni dovranno occuparsi di
450 olivi abbandonati. Anzi,
se fosse già in pensione (e del resto
Andrea Camilleri l'ha fatto invecchiare davvero romanzo dopo romanzo), probabilmente avrebbe partecipato anche lui alla selezione organizzata dal
Comune di Prato per
il recupero delle piante simbolo della flora mediterranea.
Scaduto a fine marzo scorso, il bando prevedeva che
gli aspiranti arboricoltori avessero
dai 70 ai 75 anni e che fossero in grado di svolgere lavori all'aperto. Ciascuno di loro, infatti, si prenderà cura di
venti piante di olivo, un numero poi non così piccolo soprattutto se le forze scricchiolano un po' e se nella vita si è fatto tutt'altro. Proprio per queste ragioni, gli anziani sono affiancati da un
agronomo che insegnerà (o rinfrescherà) loro tutti
i segreti della coltivazione, dalla potatura alla spremitura delle olive. L'obiettivo del progetto chiamato
“I giardini degli olivi” è infatti duplice: da un lato si vuole rendere ancora
più belli gli spazi pubblici comunali con una particolare attenzione agli esemplari secolari, dall'altra si vorrebbe arrivare a ricavare
olio rigorosamente biologico da distribuire nelle scuole. Sì, il commissario siciliano senz'altro ne sarebbe entusiasta e magari si farebbe condire
i suoi spaghetti di mare con un filo dell'oro giallo pratese...
buon lavoro, anziani amici. E cento (anzi, mille) di questi anni ai vostri ulivi.