
Perché certe volte, guardando
un film, ne restiamo talmente colpiti da rimuginarci sopra per giorni? Di motivi ce ne possono essere molti, ma c'è un elemento comune a tutti: nei personaggi o nella piega che prende la storia riconosciamo una parte di noi. Detto in altri termini, aggiungiamo un tassello al puzzle che compone
la nostra identità. Da questa prospettiva prende le mosse il nuovo articolo di
Paolo Ferrario, pubblicato oggi nell'area
Magazine, settore
Socialità.
Si tratta della
seconda puntata dedicata al rapporto tra il cinema e la vita, dopo
la prima dello scorso gennaio.
Il nostro esperto sviluppa il suo ragionamento associando
le sei categorie dell'antropologia culturale, utilizzate da
Carlo Tullio Altan per definire l'identità di una persona, ad altrettanti affascinanti film.
Leggendo l'articolo, ognuno di noi, com'è naturale, sarà attratto da una trama piuttosto che un'altra e già selezionando le informazioni appena immagazzinate, contribuiremo ad aggiungere un altro pezzetto alla nostra personalità. Io, per esempio, sono rimasta molto colpita dal film d'animazione di
Frederick Back.
E voi? Leggete l'articolo e poi
ditecelo: sarà interessante confrontare le nostre sensazioni.
Ci aiuterà a conoscerci meglio. Vi aspettiamo “prossimamente”, su questo blogzine!
Leggi l'articolo di Paolo Ferrario