Giovanni Del Zanna usa una parola antica nell'articolo che pubblichiamo oggi nell'area
Magazine, settore
Casa e futuro.
“Lavabo” veniva usato dai doppiatori italiani
nei film degli anni Quaranta per indicare il luogo della casa in cui passiamo momenti importanti della giornata, per la nostra igiene personale e non solo.
Il nostro esperto, però, lo usa in un'accezione più specifica, riferendosi a quella particolare zona della toilette di solito corredata di specchio, in cui riprendiamo contatto con la nostra faccia al risveglio. Eppure, non tutti possono guardarsi agevolmente (chi non ama la propria faccia dirà poco male...): pensiamo a una persona in carrozzina o a un bambino che non arriva bene al bordo del lavandino. Quando riescono a farlo, molto spesso si tratta di lavabi ergonomici esteticamente poco gradevoli. Possibile che non si possano coniugare bellezza e funzionalità? La domanda è retorica, ma sta molto a cuore al
nostro architetto che
già altre volte ci ha dimostrato come invece il connubio sia possibile. Voi che cosa ne dite? Qual è il lavabo dei vostri sogni? A me quelli dei film americani in bianco e nero piacevano moltissimo... buona lettura !
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