



C'è voluto più di un anno, ma alla fine anche l'Italia ha ottenuto la sua legge sulle cure palliative e la terapia del dolore. Si tratta di materie molto delicate che coinvolgono la vita dei malati e dei loro familiari, ma le distanze negli schieramenti parlamentari si sono fortunatamente ricomposte proprio per l'urgenza avvertita trasversalmente di colmare un vuoto legislativo troppo evidente.
Fatta la legge, bisognerà garantirne la piena applicazione, a partire, per esempio, da un'adeguata campagna informativa ai cittadini sulla sua esistenza, per la quale l'articolo 4 del provvedimento ha stanziato 350 mila euro da ripartire da adesso al 2013, di cui 50 mila per il 2010. Soprattutto, bisognerà controllare anno dopo anno come stanno andando le cose da Nord a Sud. A tale scopo, la legge 38 ha pensato a un "monitoraggio ministeriale" (articolo 9) sulle due aree di intervento, alla formazione del personale medico e sanitario e alla realizzazione di collegamenti più efficienti tra gli ospedali e l'assistenza domiciliare. Per darle concretezza, sono stati stanziati complessivamente (compresi i fondi per la campagna informativa sopra accennati) 3,4 milioni di euro, come riportato dall'articolo 12. Se tutto andrà secondo gli auspici, i malati terminali e quelli cronici dovrebbero alleviare almeno un po' il loro fardello condiviso con i familiari. Dall'altro lato, si spera che la squadra degli scienziati che si allena per vincere il match a favore della longevità in buona salute continui a segnare altri goal.




