
Una mia amica ha visto qualche giorno fa
“Il raggio verde”, il più celebre dei film di
Eric Rohmer, il regista francese recentemente scomparso: quel che l'ha più colpita, al di là della storia, sono state le ambientazioni che le sono sembrate lontanissime nel tempo. Eppure, si tratta di un film degli anni Ottanta, praticamente ieri per la storia con la s maiuscola. Il fatto è questo, ha considerato la mia amica: tutto sembrava più lento e anche le persone più nevrotiche non avevano quella frenesia tipica della contemporaneità. Che cosa è cambiato da allora?
Sicuramente internet e i telefonini hanno rivoluzionato il nostro modo di stare con gli altri e di percepire il mondo, e se in assoluto si tratta di innovazioni positive, a volte proviamo la fastidiosa sensazione di “perderci qualcosa”. Chi corre, in effetti, non ha molto tempo per guardarsi intorno e rischia di vivere tutto in modo superficiale: qualcuno usa la parola
“liquida” per definire la società di oggi.
Voci contrarie allo stile di vita dominante, per fortuna, non mancano: qualche tempo fa
abbiamo visto che c'è chi propone di giudicare la ricchezza di un Paese guardando all'indice di benessere lordo, il cosiddetto
“Bil”, anziché al prodotto interno lordo, il Pil. E c'è chi dice, più semplicemente, di rallentare. Lo fa l'associazione
“Vivere con lentezza” che ogni anno propone una
Giornata mondiale ad hoc, quest'anno prevista per il prossimo 15 marzo, a Shanghai, città che va molto in fretta ed è infatti sede dell'Expò 2010. Non solo. L'organizzazione ha stilato alcuni
“comandalenti”, ossia dei principi da seguire se si vuole rallentare un po'. Per esempio, dicono, “scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara”, oppure “quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer... se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi”.
Il secondo consiglio, per quanto mi riguarda, dovrebbe diventare una regola d'oro... chissà se ce la farò! E voi? Pensate di riuscire a
rallentare? Che cos'è che vi manca dell'era “pre-internet”? Raccontatecelo... con calma!