
Geriatria e gerontologia sono da sempre materie di interesse dell'Istituto nazionale di riposo e cura per gli anziani, in sigla
Inrca. Non tutti però sanno che l'ente ha un'altra anima, più prettamente scientifica, riconosciuta ufficialmente nel 1968, anno in cui è diventato anche
“Irccs”.
Ancora meno persone, probabilmente, sono a conoscenza del fatto che l'Istituto ha la sede nazionale ad
Ancona (sorto sulle ceneri dell'ottocentesco Ospizio de' poveri, trasformato in struttura statale da Vittorio Emanuele II) anche se nel tempo ha esteso il proprio operato anche in
Lazio, Lombardia, Sardegna e Calabria. Dalla fine del 2007, l'Inrca è diventato anche
“Agenzia nazionale per l'invecchiamento”, ossia un luogo di raccolta virtuale delle principali ricerche sulla terza e quarta età, indagata a tutto tondo. Non si può parlare di invecchiamento e allungamento della vita, infatti, senza tener conto della “doppia faccia” che i due fenomeni comportano: gli anziani di oggi si dividono in due grandi categorie, quelli fragili e quelli che stanno bene in salute. La scommessa attuale è aumentare la quota dei secondi, comprendendo sempre di più i motivi per cui ci si ammala con il passare degli anni. A dirlo è
Antonio Aprile, il direttore generale dell'Inrca, che ha spiegato a “Muoversi Insieme” come funzionerà l'Agenzia nazionale dell'invecchiamento, una volta che passerà alla fase operativa. Nell'
intervista pubblicata oggi
nell'area ad hoc che potete trovare
in basso a sinistra dell'homepage, il responsabile dell'Inrca ribadisce, tra le altre interessanti considerazioni, quanto sia fondamentale andare oltre i numeri per capire pienamente il cambiamento epocale che stiamo vivendo.
Voi che cosa ne pensate? La società sta davvero mutando con l'aumento della longevità? Leggete l'intervista e poi dateci la vostra opinione: vi aspettiamo.