
La pace è un bene troppo grande per lasciare che se ne occupi solo la politica. Anche la scienza può fare qualcosa, mettendosi al servizio del progresso dei popoli piuttosto che degli interessi dei governi. Sono queste le motivazioni alla base del movimento
“Science for peace” voluto da
Umberto Veronesi. Per spiegare i propri intenti, l'oncologo di fama internazionale e la sua Fondazione hanno organizzato
il 20 e il 21 novembre a Milano, nell'aula magna dell'università Bocconi, due giorni di dibattiti ricca di ospiti importanti, fra cui cinque premi Nobel.
In particolare, il primo giorno saranno presenti, nel dibattito intitolato “La scienza come strumento di coesistenza pacifica”,
Claude Cohen-Tannoudji, Premio Nobel per la Fisica 1997, poi
Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina 2008 e in video
Harold Walter Kroto, Premio Nobel per la Chimica 1996.
Tra gli altri appuntamenti, il secondo giorno si parlerà anche di nutrizione, nella prospettiva di garantire maggiore accessibilità al cibo, oltre a discutere di diritti umani e di disarmo generale.
Intorno all'evento ufficiale, inoltre, sono previsti una serie di appuntamenti collaterali altrettanto interessanti, dai film che parlano di pace al
cinema Anteo, alla
mostra fotografica che resterà aperta fino al 10 gennaio alla
Rotonda della Besana. Per capire il senso complessivo della kermesse, eccovi le parole di
Umberto Veronesi:
“Come medico oncologo ho condiviso in prima persona per lunghi anni l’esperienza del dolore... Oggi, da medico e ricercatore, vedo cospicue risorse destinate alla spesa militare, mentre per la ricerca contro il cancro, uno dei più grandi mali che affliggono l’umanità, vengono stanziati molti meno fondi. Abbiamo allora più a cuore le armi che i malati? Credo di no”.
E voi come la pensate? Siete d'accordo che la scienza debba concorrere al progresso dei popoli?
A voi la parola, vi aspettiamo.