
Gli architetti lo sanno da un pezzo: l'accessibilità è universale o, almeno, dovrebbe esserlo sempre. Nella realtà di tutti i giorni, però, la possibilità di fruire di spazi pubblici, dai cinema al semplice negozio sotto casa, è negata ancora a molte persone.
Per questo, poi, si continua a legare la parola “accessibilità” a quella di “barriera”. Finché permarrà anche il più piccolo ostacolo sul cammino di una persona affetta da disabilità permanente o temporanea, non si potrà parlare di “accessibilità universale”. È questo il tema affrontato da
Giovanni Del Zanna nel suo articolo pubblicato nell'area “Magazine”. Nella vostra esperienza avete notato qualche segnale positivo verso l'accessibilità per tutti? O la vedete ancora molto lontana? Dateci la vostra opinione, vi aspettiamo!
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