
Sempre più spesso, all'imbrunire, s'incontrano gruppi di persone che camminano a passo svelto nelle zone meno trafficate dei nostri centri urbani. Fino a non molto tempo fa si trattava in massima parte di giovani donne desiderose di restare in forma; man mano, invece, la passione per il “walking” (di cui
abbiamo parlato diffusamente l'anno scorso) ha contagiato anche chi ha qualche anno in più. Dalle mie parti, per esempio, è piuttosto frequente incontrare signore intorno ai sessant'anni che sotto la gonna a tubo (magari non proprio strettissima!) hanno indossato le scarpe da tennis per una passeggiata a ritmo sostenuto. Vedendole, magari, si sorride un po' per la strana mise elegante-sportiva, però poi si finisce di guardarle con una certa ammirazione osservando come filano rapide.
Camminare fa bene, non c'è alcun dubbio, e soprattutto per chi viene da giorni in cui ha potuto fare più moto, nuotando o passeggiando sulla battigia, è essenziale non smettere all'improvviso.
Oltretutto, si tratta di un'attività fisica che non fa mai salire troppo il ritmo cardiaco per cui la si può praticare continuando a chiacchierare tranquillamente con gli altri, scoprendosi, in questo modo, capaci di percorrere diversi chilometri in un battibaleno.
Chi è più allenato, certo, potrebbe volere di più e considera l'opportunità di iscriversi in palestra. Se optate per questa scelta, accertatevi che gli allenatori siano davvero qualificati e capaci di seguirvi. Ognuno di noi, infatti, ha caratteristiche specifiche e se, per esempio, soffrite di mal di schiena, informatene l'istruttore prima di iscrivervi, per dire, a un corso di “step”, quello scalino da cui si deve scendere su e giù, che fa malissimo alla colonna vertebrale se si sbaglia postura.
Una scelta sicuramente ottima è
la piscina, ma anche in questo caso, se siete nuotatori autodidatti, accertatevi che la vasca sia sicura e che possiate agevolmente riposarvi quando vi sentite stanchi.
Un'alternativa per chi ha paura dell'acqua alta è
l'acquagym, di solito praticata con salvagenti oppure in punti in cui si tocca. Certo, è dura, soprattutto all'inizio, ma fa bene a qualsiasi età.
Qualunque decisione prendiate, ricordatevi di non mollare al primo ostacolo: chi riesce ad andare avanti ne avrà benefici anche sulla psiche. Sembra infatti accertato che l'attività fisica sia un valido supporto nelle terapie di chi soffre di
depressione. Certo, il moto non può bastare a guarire dal mal di vivere, ma è piuttosto sicuro che sui soggetti sani (o comunque normalmente nevrotici!) tenere ben oliate articolazioni e muscoli fa sentire più vivi.
Insomma, pigri no ma neanche strafare va bene... altrimenti sai che belle contratture!
Buon allenamento, amici: magari poi raccontateci come sta andando.
Vi aspettiamo!