Se siete salutisti convinti e molto attenti a quel che mangiate e vi spalmate sulla faccia, non avrete nulla da temere dai due libri che sto per recensire.
Tutti gli altri facciano un bel respiro e si preparino ad ascoltare “scomode verità”, parafrasando il titolo del film di Al Gore di cui abbiamo parlato tempo fa.
Prima domanda: quanti di voi, quando fanno la spesa al supermercato, leggono attentamente gli ingredienti di scatolame, biscotti, patatine, salumi e formaggi industriali?
Seconda domanda: chi sa che cos'è per esempio l'E120, ossia un colorante rosso a volte contenuto nello yogurt e in alcune bevande alcoliche?
Per farsi una cultura sui rischi provenienti dagli additivi chimici contenuti in diversi prodotti di largo consumo (ed eventualmente decidere di riporli sugli scaffali), provate a sfogliare “I mostri nel mio frigorifero”, sottotitolo “Che cosa si nasconde dentro merendine, piatti pronti, salumi, bibite, yogurt, sughi...”, e “Cosa c'è davvero nel tuo carrello?”, altrimenti detta “Guida pratica agli additivi alimentari e agli ingredienti cosmetici”.
Pubblicati entrambi dall'
editore “Terre di mezzo”, i due libri hanno il grande pregio di essere di
agile consultazione.
Il secondo è la traduzione di un lavoro dell'australiano Bill Statham, un medico omeopata convertitosi alla
battaglia contro l'eccesso di chimica nelle nostre abitudini quotidiane. Statham aveva infatti riscontrato uno strano collegamento tra alcune patologie manifestate dai suoi pazienti e il consumo dei medesimi prodotti.
“I mostri nel mio frigorifero”, invece, è stato redatto da
Stefania Cecchetti, una giornalista milanese madre di due bambini, probabilmente folgorata sulla via dell'acquisto responsabile dopo la loro nascita.
Molte mamme, infatti,
si pongono il problema della salubrità e il potere nutritivo dei cibi da somministrare ai propri piccoli, ben consapevoli che quel che è poco
nocivo su un adulto potrebbe esserlo
dieci volte tanto per un bambino.

Di qui le domande:
che cosa c'è nell'impasto croccante dei bastoncini di pesce? Quando un succo di frutta può chiamarsi tale?
Il minestrone surgelato è abbastanza nutriente?Le risposte della giornalista sono chiare e
tutto sommato tranquillizzanti per chi è abituato a variare spesso dieta e cerca di consumare soprattutto alimenti freschi.
Un po' meno rassicurante è la guida del medico australiano, strenuo fautore del
biologico a tutto campo.
Il biologico, però, non è per tutte le tasche e in tempi di crisi economica è facile che lo sia ancora meno... Statham, in ogni caso, fa presente che i rischi derivanti dagli agenti chimici non producono gli stessi effetti su tutti. Qualcuno, anzi, non ne ha alcun danno.
Tuttavia,
che cosa possiamo fare per limitare le probabilità di avvelenarsi senza ridurci sul lastrico?
Come
dice Stefania Cecchetti, “esiste solo una regola:
il buonsenso”.
Analogamente,
vi consigliamo di leggere i due libri con lo stesso atteggiamento, senza sentirvi in colpa per
la manciata di patatine che avete spazzato via ieri sera
all'aperitivo. Perché potremmo usare tutti gli accorgimenti migliori ma
l'alea, il caso, non possiamo scansarli in nessun modo.
Buona lettura e buoni acquisti con la testa a tutti!