"Siamo molto condizionati dal giudizio degli altri: in un certo senso viviamo per gli altri"
(dal calendario 2008 di Manfredi Fischetti)

Vi capita mai di
alzarvi al mattino e di constatare che
non vi piace più la vostra faccia?Purtroppo, lo sappiamo, non possiamo farci granché. Certo,
la medicina estetica oggi
aiuta assai, ma non è detto che poi il risultato sia soddisfacente e
oltretutto non è gratuito...C'è tuttavia
una strada meno invasiva per trasformarci, fosse solo per qualche ora:
prendiamo una parrucca, mettiamoci un paio di occhiali (se non li portiamo già),
adottiamo un look per noi del tutto inconsueto e... partecipiamo a una sfilata di
Carnevale!
Il 24 febbraio, come molti sapranno, è
martedì grasso, una data simbolica per
la religione cattolica, dopo la quale si entra ufficialmente nella
Quaresima (ad eccezione delle zone che seguono il rito ambrosiano e di chi festeggia
il Carnevalone).
Ed è
proprio il Carnevale a darci
lo spunto per il tema del mese di febbraio, dedicato alla
trasformazione, una parola che ha una
duplice natura. Da un lato, infatti,
si può scegliere di trasformarsi mascherandosi o travestendosi, dall'altro, invece, si tratta di
una condizione inevitabile della nostra esistenza, soggetta com'è al
passare degli anni.
In altre parole: c'è chi si trasforma per
divertimento,
scelta,
nevrosi e così via, e chi si ritrova trasformato
dopo una malattia, un incidente o per il naturale scorrere del tempo.
Nei post che si alterneranno durante queste quattro settimane ruoteremo attorno alle
seguenti domande:
che cosa significa travestirsi in un'epoca come la nostra così consacrata al culto dell'immagine?
Come si è trasformata la nostra vita con il passare dei giorni?
Che cosa cambiereste di voi stessi se vi fosse possibile? Vi sentite
migliori o peggiori (o uguali) rispetto a ieri?
Se volete,
potete già risponderci, anche perché non c'è una risposta universalmente valida.
Che ne dite?
Vi piace il viaggio che stiamo per intraprendere?
Speriamo, come di consueto, di sì.
A ritrovarci!