Per parlare di vecchiaia e di una malattia terribile come l'Alzheimer bisogna essere davvero coraggiosi. I medici lo sanno, anche se a loro è concesso di scendere nei dettagli per descrivere in che cosa consista il male che ruba la memoria, allo scopo soprattutto di spiegare come sia possibile affrontarlo senza che le esistenze del paziente e della famiglia che gli sta intorno ne vengano totalmente stravolte.
Le parole, però, non bastano: doveva esserne consapevole il disegnatore spagnolo Paco Roca quando ha buttato giù il suo “Rughe” (edito in italiano da Tunuè), un graphic novel che racconta dell'Alzheimer da una prospettiva unica: il protagonista della storia si ispira a quella reale del padre di un amico dell'artista.
Il racconto si apre con il ricovero dell'ammalato in una
residenza per anziani.
Per la precisione, anzi,
l'incipit è un ricordo di gioventù di questo
ex direttore di banca che pensa di avere davanti una giovane coppia alla ricerca di un mutuo e non il figlio e la moglie che cercano di farlo mangiare.
Chi legge entra subito nel cuore della narrazione, senza possibilità di fuga.
Roca, però, riesce a mantenersi leggero nonostante la crudeltà degli aneddoti disegnati, merito anche del suo
tratto un po' naif, simile a quello di un'altra grande disegnatrice,
Marjane Satrapi, nel suo serissimo
“Persepolis”.
Per arrivare a un così
notevole risultato, l'artista ha fatto anche un'altra cosa:
ragionando come un giornalista d'inchiesta, nelle note a fine libro racconta di aver
visitato alcune cliniche “per capire come era la vita all'interno”. “Qualche anziano – prosegue – viveva lì da più di vent'anni”.
Alcuni degli ospiti di queste strutture finiscono davvero nella sua storia, come testimoniano
i disegni preparatori che aprono e chiudono il volume.
Roca ha poi
un altro merito: i pazienti della sua
clinica immaginaria sono
poetici e ci riconciliano con la vita, anche la più dura, quella che ci pare
priva di dignità solo perché
ferita dal male.
Infine
ci parla di amicizia, di voglia di vivere e di amore, tutti sentimenti che resistono al tempo,
oltre ogni ricordo.