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05-01-2009 - Scritto da: Alessandra Cicalini


Paolo Conte e il tempo, ah che rebus


Cari lettori, "Muoversi Insieme" è lieta di farvi un regalo per la Befana, che speriamo gradirete. Oggi e domani pubblichiamo la nostra intervista al grande musicista astigiano alla vigilia del suo settantaduesimo compleanno: auguri, Maestro! E a voi buona lettura!

Paolo ConteEssere nato nel giorno in cui i Re Magi fecero visita a Gesù Bambino deve averlo condizionato, almeno un pochino. Perché Paolo Conte sembra proprio il tipo che dà peso alle coincidenze e alle date, non foss'altro per la sua passione enigmistica, più volte raccontata in canzoni e interviste. Che se poi consideriamo quanti sono gli anni da spuntare il prossimo sei gennaio, settantadue, e qual è la forma fisica che egregiamente ancora l'accompagna (dovevate vedere, un paio di mesi fa a Roma, come aggrottava ironicamente le sopracciglia mentre si faceva fotografare abbracciato ai fan inorgogliti di essere riusciti a incontrarlo dopo un'estenuante attesa dietro al pesante tendone del Teatro Sistina) possiamo capire ancora meglio che “Rebus” è la vita, come il titolo di un suo pezzo.

Paolo Conte 2“Ho sentito dire che per le persone come me nate sotto il segno del capricorno e governate da Saturno, il rapporto con il tempo è difficile”, considera il Maestro, che non sa decidersi: “Certe volte, mentre vorrei avere tanto futuro davanti a me, paradossalmente, vorrei avere tanto passato alle mie spalle”.
La sua incertezza è quasi rassicurante, anche perché, quando passa ad analizzare il problema del tempo inteso come pausa in musica, verrebbe da dirgli che è un bene che non abbia ancora sciolto l'enigma: “Musicalmente le pause – dice – il vuoto contro il pieno, persino le esitazioni ben dosate, rappresentano una capacità non solo di espressione, ma di costruzione stessa, su cui si dovrebbe lavorare e insistere molto di più di quanto si faccia abitualmente”.

Ed è probabile che l'avvocato ci stia lavorando: da buon segno di terra, non sembra proprio uno che si accontenta.
Per esempio, continua a negare di essere un poeta; certo, almeno ammette di costruire “frammenti e passaggi di poesia”, ma poi aggiunge: “In un'arte mista come quella della canzone devono essere poetiche non solo le parole, ma anche, e forse di più, la musica e l'interpretazione”.

Il “Maestro” che “dentro all'anima resterà” lo precisa sempre, tuttavia per chi non lo sapesse è bene ricordarlo: lui scrive prima la musica e dopo le parole, ma l'equilibrio tra l'una e le altre ha del miracoloso, per questo poi i fan non riescono a credergli del tutto.

Però l'avvocato di Asti insiste e lo fa ancora di più quando gli si chiede se ha fatto finalmente pace con la sua voce, che non gli è mai piaciuta troppo. Sembra anzi che per imparare a interpretare si sia inventato tutte quelle smorfie “da orango” diventate ormai abituali nei suoi concerti; ma negli anni è sceso parecchio di tono, oggi è quasi roco (provate a sentire “Alle prese con una verde Milonga” nella versione live inaugurata nel concerto all'arena di Verona diventato un cd e un dvd nel 2005) e dà i brividi.

Che è successo? Secondo lui niente: “Ho semplicemente cantato in modo più controllato – risponde – ma i miei limiti vocali sono invariati e le smorfie sono rimaste”.
Insomma, alla vigilia dei suoi settantadue anni non c'è niente di nuovo, non c'è la notizia, quindi, cari cronisti, lasciate perdere. E invece no. Perché Paolo Conte parla poco, ma quello che dice pesa più del piombo.
Fine prima parte

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Tags:  intervista a paolo conte / compleanno del musicista astigiano / sei gennaio 2009 / psiche / elegia / poesia / tempo


Commenti:
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Scritto da: Ketty | 05/01/2009
Bellissimo pezzo, mi è venuta voglia di ascoltare Verona live cd Grazie
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Scritto da: Alessandra | 05/01/2009
Grazie Ketty! Aspetta però di leggere il seguito... ;-) a domani, ci "conto", ok???? buon anno!
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Scritto da: Befanita | 05/01/2009
Cara Alessandra, ti ringrazio perché con le tue parole sei riuscita a materializzare davanti ai miei occhi un personaggio che conosco poco, si vede che lo "ami" e lo frequenti da anni. Non credo assolutamente nella neutralità dei giornalisti e proprio la passione che hai per Conte rende il tuo pezzo così speciale. Forse non mi metterò ad ascoltare subito la sua musica, ma sicuramente hai suscitato in me il desiderio di farlo. E aspetto la seconda puntata!
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Scritto da: stepx | 05/01/2009
grazie per questo pezzo che ha addolcito il mio rientro davanti al computer d'ufficio portandomi ben ... oltre le illusioni di Timbuctù e le gambe lunghe di Babalù ... Qualcuno sa per caso se l'avvocato è mai riuscito a vincere una causa in tribunale con i suoi "frammenti di poesia"? Varebbe la pena provare, no?
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Scritto da: domenico rosa | 05/01/2009
Cara Alessandra, grazie. La nonchalance di Conte e la sua distanza dal contingente è preziosa come le sue canzoni. In qualche misterioso modo mi riporta nel luogo da cui non vorrei mai muovermi: la mia finestra sulla strada, da cui, per un pò del mio tempo, guardo la vita della città scorrere senza essere lì in mezzo a sudare. La mia condizione di guardante mi dà il privilegio di immaginare storie alle quali vorrei saper dare le parole di cui è capace il grande Paolo. Aspetto il seguito, non smettere. domenico
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Scritto da: Max | 05/01/2009
Intervista d'altri tempi a un artista d'altri tempi
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Scritto da: Camillo | 05/01/2009
Ciao Ale! Non commento per "pudore" e per il ben noto e già dibattuto "senso del possesso esclusivo"... dell'ARTISTA. Ma non potevo astenermi e questo è il mio modo di "esserci". Un bacio. Camillo P.S. poco importa ma... sono nato il 7 gennaio (ultmo "dono" della befana?)
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Scritto da: amalteo | 05/01/2009
grazie tantissime, alessandra queste considerazioni sul tempo sono di grande valore. tempo della vita e tempo nella musica: è una associazione da meditare. quando ascoltiamo una canzone (soprattutto se di pregio, come le sue) stiamo riflettendo anche sul nostro tic tac interno hai colto il Maestro in stato di grazia sarò al suo concerto di bologna del 26 gennaio.
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Scritto da: borguez | 08/01/2009
davvero grazie di questa intervista, del link lasciato sul mio blog e dell'intelligenza dimostrata dai due interlocutori. e auguri a Paolo Conte! a presto, grazie borguez
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