Lentamente, forse più di un tempo,
l'autunno sta modificando il paesaggio, tingendo di
giallo e rosso le chiome degli
alberi.
Effetto serra a parte, chi abita
in montagna se n'è accorto da prima: sopra una certa quota fa comunque più freddo, il che determina
la caduta un po' più anticipata che in pianura delle foglie, nonché
la maturazione dei frutti simbolo della stagione:
le castagne.
Sarà dunque per questo che
già da ottobre in molti borghi pedemontani si sono moltiplicate
le castagnate in piazza o appena fuori dal centro, in un'ideale
prosecuzione delle sagre d'estate.
Il fatto è che
non ci si vuole riabituare subito a stare al chiuso: l'inverno poi sarà lungo e
le occasioni d'incontro sempre più confinate
tra le pareti domestiche.
Eppure,
anche a casa si possono organizzare incontri divertenti e scacciare così
la malinconia di stagione: un motivo per riunirsi, per esempio, può essere
il “deblocage” del vino novello, fissato in tutta Italia alla mezzanotte
tra il 4 e il 5 novembre, con conseguente commercializzazione fissata per il sei.
Si tratta di
una produzione di breve respiro, da consumare
al massimo entro marzo dell'anno successivo, ottenuta con
almeno il 30% delle uve messe a macerazione carbonica, una caratteristica che regala al
vino un sapore
dolce e fruttato.
Gli intenditori, in realtà,
non lo amano molto, ma a noi interessa relativamente: innanzitutto,
ci converrà berne poco perché altrimenti ci fa male alla salute; in secondo luogo,
lo si potrebbe abbinare alle gustosissime castagne, che adesso si trovano in grande quantità (e a prezzi ragionevoli) anche nei supermercati cittadini.
Il bello delle castagne è che si possono
mangiare in mille forme: non so se li conoscete già, io li ho scovati da poco: sto parlando degli
spiedini di castagne lessate (m'è parso) e
ricoperte completamente di cioccolato fondente...
Anche in questo caso, come per il vino, bisogna
mangiarne con moderazione, perché l'importante è
stare insieme.
Che poi già solo sentire
il crocchiare del guscio delle caldarroste
fa allegria: a quanti di noi non è capitato di ritrovarsi con
le mani nere di fuliggine dopo averne rotte un gruppetto?
Non vi siete sentiti un po' come
tanti spazzacamini? Io sì!
In definitiva, amici,
l'ocra e il bordeaux delle foglie, il marrone bruciato delle castagne e il rosso vivace del novello sono
un piacere per gli occhi da condividere con i propri cari. E anche se lasceremo che
a banchettare con la torta di marroni siano
soprattutto i bambini (ma anche loro non devono esagerare!),
riunirsi intorno a un tavolo (per chi ce l'ha, davanti a un camino scoppiettante)
varrà comunque il sacrificio di essersene tenuti alla larga...
O no?