Mi piace guardare le mie vecchie foto. Più sono vecchie, più io mi ritrovo giovane
(dal calendario di Manfredi Fischetti)
Ormai ci siamo: l'ora l'abbiamo già cambiata e le vetrine delle nostre città da giorni si sono colorate di arancio. E dire che la festa di Halloween non ha molto a che vedere con le tradizioni del nostro Paese: chi ha i capelli grigi di sicuro non andava di casa in casa a reclamare “dolcetto o scherzetto”... Ma tant'è: da diversi anni la notte del 31 ottobre porta i “cocomeri” agognati da Linus nei Peanuts di Charles Schultz anche ai bambini italiani.
E se non fosse per qualche addobbo forse un po' troppo lugubre, i piccoli maghetti e le graziose streghette che affolleranno oggi le piazze di molti dei nostri borghi ci faranno sorridere e ci prepareranno ad affrontare con più leggerezza l'ingresso nel mese di novembre.
Domani e domenica, come sappiamo, sono i giorni in cui molti di noi faranno visita ai cari scomparsi.
Molti italiani si metteranno in viaggio per raggiungere i luoghi di nascita, dove si è lasciata una parte importante della propria vita, di solito la più spensierata. Far visita ai cari defunti sarà quindi anche un piccolo salto nel passato, sulla traccia di strade già percorse, una volta così familiari, oggi così lontane.
Inevitabilmente
qualcuno un pizzico si struggerà, ma non è detto che uno stato d'animo meno spumeggiante sia sinonimo di
grigiore e tristezza. Capita infatti che,
nel pensare a un caro che non c'è più, ci ritorni alla mente
un aneddoto divertente, per esempio
una gita di famiglia culminata con le salaci battute di una
simpaticissima prozia.
Oppure,
nel tornare nei luoghi dell'infanzia, si rincontreranno
volti che non si vedeva da un pezzo e ci si stupirà di nutrire per loro
l'identico affetto di una volta.
La vita è piena di situazioni sorprendenti, e poi tutti, più o meno, abbiamo avuto o abbiamo ancora zii o cugini un po' scombinati...
In definitiva
rievocare i tempi andati, ricalcarli addirittura,
non vuol dire per forza deprimersi: certe volte, anzi, può essere una
medicina per l'anima.
Proprio
al ricordo e alla memoria, dunque, abbiamo voluto intitolare il mese di novembre, per riflettere, sempre con il
sorriso, sul nostro passato, sulle
tradizioni della nostra infanzia (pensate alle
poesie per
l'estate di San Martino! Quanti di noi se ne ricordano almeno una?) e
sulle nostre dimenticanze... a chi per esempio non è capitato di
scordarsi di pagare una bolletta, o, al contrario, di avere
la sensazione di rivivere una situazione già conosciuta prima?
Ecco,
il viaggio di questo mese ci porterà dritti nella nostra testa e fuori, nel mondo delle scadenze da rispettare e dei
precetti dietetici da ricordare, prima di addentare
una castagna e concedersi
un bicchiere di vino novello!Volete seguirci? Speriamo di sì.