Qualche giorno fa abbiamo parlato della giornata mondiale del turismo.
Ricordate? Dicevamo che gli “ismi”, di solito, colorano le parole di una sfumatura negativa.
Eppure, può essere estremamente piacevole pure un “tour” frettoloso, saltando su e giù dal pullman per la classica gita da un giorno.
Quanto ci si sente meglio una volta tornati a casa, con le borse piene di souvenir sciocchi, sì, ma tanto buffi, come le palle di vetro con la neve che scende sul monumento più importante della meta della nostra visita o i classici strofinacci con gli altrettanto puntuali “saluti da...”.
Viaggiare, per poco o molto tempo,
con l'animo dei turisti o dei pionieri di una volta, insomma,
è sempre positivo. Si ritorna comunque
un pochino diversi, magari anche solo perché non abbiamo amato molto la compagnia che affollava con noi la corriera!
Purtroppo, però,
non sempre si può viaggiare: la salute (a volte
la paura di volare che colpisce moltissime persone), gli impegni e
magari anche il portafoglio ci costringono nella nostra casa, nel nostro quartiere,
impantanati nella nostra routine...Crucciarsene troppo, tuttavia,
non serve.
Proviamo a
rovesciare la prospettiva pensando alle
epoche in cui viaggiare era estremamente difficoltoso e solo chi era animato da coraggio o stava scappando da una
situazione di pericolo ancora più grande preferiva
mettersi in cammino (del resto succede anche oggi a
molti immigrati, come ben sappiamo).
Pensiamo a Cristoforo Colombo e al suo viaggio verso le Americhe.
Immaginate: il 12 ottobre di oltre cinquecento anni fa (tra poco ricorre il
516° anniversario, anzi), il marinaio genovese credette al racconto del
comandante della Pinta che diceva di aver scorto
una terra dalla plancia della sua nave.
Molto più tardi si seppe che si trattava di
un'isola del mar dei Caraibi, non della terraferma, ma
da allora la prospettiva del mondo visitabile
mutò radicalmente.
Da quel giorno
i confini cominciarono ad avvicinarsi e ogni più piccolo fazzoletto di terra diventò potenzialmente
una nuova Eldorado in cui approdare.
Sappiamo che
la conoscenza con le popolazioni indigene fuori dalla Vecchia Europa
non è stata indolore, una verità storica che ovviamente non si può negare.
Qui però vogliamo parlare del
fascino che si prova a toccare una terra sconosciuta, dai sapori inediti, dalle lingue intraducibili. Insomma, della
meraviglia del contatto con altri mondi.
A tutti quelli che non possono viaggiare, ecco,
vogliamo regalare un giochino scovato per caso navigando su internet (la forma più moderna del viaggio, non c'è che dire!).
Provate a cliccare su “Good wanderlust”: in un batter d'occhio
vi troverete davanti un elenco di viaggi e di viaggiatori che hanno contribuito ad allargare i confini delle nostre conoscenze.
Oltre a Colombo, potrete seguire
il dottor David Livingstone nel suo viaggio in Africa, fino al
famosissimo incontro con Mr Stanley alle sorgenti del Nilo; oppure potrete ripercorrere il percorso del
conquistatore Francisco Pizarro in Perù; oppure potreste ritrovarvi in men che non si dica
sulla Route 66 descritta da
Jack Kerouac nel suo “On the road”, sentendovi per un istante giovani americani degli
anni Sessanta. Oppure, potrete partire con
Magellano, o con
Marco Polo, o saltare sulle carrozze della
Transiberiana.
Insomma,
potrete viaggiare anche stando a casa! Certo, non è lo stesso, ma
vogliamo credere che vi farà sentire meglio, più vicini al flusso di chi ha
sempre la valigia al seguito, ma con una
calma che forse questi ultimi vi invidierebbero (pensate a chi corre perché sta per perdere una coincidenza!).
Provate a giocare: poi magari
diteci com'è andata!Buon viaggio...!