Da bambini a molti di noi sarà capitato di ascoltare incantati le storie che raccontavano i nostri nonni. In alcuni casi, erano storielle o favole universali, uguali da Nord a Sud Italia; ma molto più spesso si trattava di aneddoti unici, retaggio di eventi capitati nella notte dei tempi agli avi della nostra famiglia.
La memoria tiene unite le generazioni regalando una specie di storia genealogica alla nostra stessa identità.
Per questo motivo (e per molti altri) combattere l'Alzheimer, la malattia che cancella giorno dopo giorno quello che siamo, è così importante.
Il 21 settembre torna la giornata mondiale contro l'Alzheimer, giunta quest'anno alla 15esima edizione. Si tratta di un evento assai atteso durante il quale si fa il punto sulle strategie per affrontarla nella nostra quotidianità e sui risultati raggiunti dalla ricerca scientifica.
In un certo senso, la giornata del 21 settembre restituisce
la fotografia più attuale dell'Alzheimer.
Purtroppo
i dati non sono confortanti:
la Federazione italiana Alzheimer (Fia) ricorda che
nel nostro Paese i malati sono oltre 500 mila, ben il 20% della popolazione
sopra i 65 anni, con una probabilità di
80 mila nuovi casi all'anno.
Il problema riguarda
tutta Europa, che ospita oltre
6,4 milioni di malati, tanto che
Nicolas Sarkozy, presidente di turno del Consiglio europeo, ha lanciato nel luglio scorso
il Piano europeo Alzheimer in tutti e 27 i Paesi membri.
In Italia è fondamentale l'azione delle
numerose associazioni di volontariato che fanno capo alla
Fia o all'
Aima (Associazione italiana malattie Alzheimer), organizzate in una
vera e propria rete lungo tutto lo Stivale, presso cui trovare informazioni, assistenza e una
parola di speranza. Soprattutto, le due strutture
raccolgono fondi che spendono in
campagne di sensibilizzazione.
Dalla parte dei colpiti da
questo terribile male e dei loro familiari, c'è senza dubbio una
crescita dell'attenzione generale, nei Governi e nell'opinione pubblica: oggi, in definitiva, pressoché tutti
conoscono l'Alzheimer e sanno che
non bisogna abbassare la guardia.
In soccorso delle persone che ne sono vittime dirette e indirette
è arrivata anche l'arte e la pubblicità.
L'Aima riporta sul proprio sito
i video girati da Giuseppe Tornatore e Dario Argento, mentre
la Fia sponsorizza il cortometraggio di Francesco Felli che ha per
protagonisti Carlo Delle Piane e Stefania Sandrelli, il primo malato di Alzheimer che ogni giorno si sveglia sorprendendosi innamorato sempre della stessa donna, che non ricorda essere sua moglie da molti anni.
Una storia simile è narrata anche dalla scrittrice canadese Alice Munro in
The bear came over the mountain, un racconto
diventato un film (di cui la Munro è stata la sceneggiatrice) candidato all'Oscar
nel 2006.
L'arte non risolve, certo, i problemi di chi ha a che fare con la malattia giorno dopo giorno: a un obiettivo del genere lavorano
gli “Alzheimer cafè”, luoghi di svago e di sostegno psicologico e sociale, nati in Olanda a inizio anni Novanta e oggi aperti un po' in tutta Italia.
L'arte non risolve, sì, però aiuta molto:
il clou degli eventi legati alla giornata mondiale dell'Alzheimer in Italia è non a caso affidato al
concerto al teatro La Scala di Milano previsto il prossimo 27 settembre, alle 20: il maestro Fabio Luisi dirige
la Staatskapelle Dresden, all'insegna dello
slogan “Non c'è tempo da perdere”, adottato in tutto il mondo. Con analogo spirito combattivo, si è deciso tre anni fa di affiancare agli incontri informativi anche la serata musicale, essenziale per
potenziare la raccolta fondi contro il morbo che
uccide la memoria.
Chi tuttavia non fosse ancora convinto dell'
importanza della lotta all'Alzheimer, può
ascoltare lo speciale in onda domani dalle 11 alle 12
su Radio 24.