



02-07-2008 -
Scritto da: Sofia
“Mi piace guardare le mie vecchie foto. Più sono vecchie, più io mi ritrovo giovane”
(dal calendario di Manfredi Fischetti)
D'estate il cielo sembra più blu. Che frase banale, direte voi. Eppure, se ci riflettete un secondo di più, forse vi verrà in mente la stessa (piccola) riflessione che è fiorita nella mia testa: in inglese I feel blue vuol dire “mi sento malinconico, mi sento un po' giù”.
Ecco: pensando all'azzurro intenso del cielo d'estate, m'è venuto in mente questo pensiero: il colore della magnifica volta che ci sovrasta porta in sé una specie di mistura di bellezza e struggimento.
Del resto, considerate le canzoni dedicate all'estate, al solleone e alle vacanze: molte ci restituiscono i raggi che ci abbagliano, la salsedine sulla pelle (chi non ricorda, anche i più giovani tra i nostri lettori, “Sapore di sale”), il vento, il cielo blu, appunto; al contempo, però, spesso ci parlano di città svuotate (pensate ad “Azzurro”), dell'arsura che ci tormenta e dell'indolenza che ci afferra e ci inebetisce un po'.
Anche i cantautori, insomma, si sono accorti che d'estate tutte le sensazioni si accentuano: da una parte abbiamo più voglia di evadere, di sentirci liberi e più leggeri, ma dall'altra il gran caldo ci schiaccia a terra, in una pigrizia un po' messicana... che ci fa desiderare solo lunghissime sieste!
Tutto questo preambolo ha un perché (vengo al sodo, finalmente!).








