Il vino rosso fa buon sangue, scalda e fa bene al cuore.
Quante volte avrete sentito frasi di questo genere? Sicuramente molte, di certo tutte quelle in cui qualcuno ha provato a mescervi un po' del nettare di Bacco senza avvertirvi che nessuna delle frasi sopra riportate ha alcun fondamento scientifico.
Bere non farà sempre male, certo, perché la reattività all'alcol è diversa a seconda dell'età, del sesso e dello stato di salute di ognuno di noi, però bisogna essere più consapevoli degli effetti che realmente produce per evitare di causarci inutili danni in futuro.
Di questi argomenti e delle strategie per affrontare una delle dipendenze più diffuse in Italia (per combatterla, il ministero della Salute ha creato l'anno scorso un piano ad hoc diventato operativo proprio nei giorni scorsi) si parlerà il prossimo 17 aprile, in occasione dell'Alcol day 2008, la giornata clou del mese della prevenzione alcologica che si tiene come ogni anno in questo periodo.
Liberarsi dall'alcol è assai complesso, anche a causa dei molti luoghi comuni che ancora persistono sulla bevanda estratta dall'uva (e non solo).
Per cominciare, non è vero che l'alcol migliora la circolazione sanguigna: semmai, la rallenta, come scrive il gastroenterologo Valentino Patussi, uno dei protagonisti dell'Alcol day 2008.
Non è poi vero che il vino (o la birra o i superalcolici)
scalda: al contrario provoca dilatazione dei vasi della cute, il che produce
solo una momentanea sensazione di calore, unita a una più veloce dispersione del calore corporeo. In definitiva, chi beve finisce per sopportare meno il freddo.
Infine,
non è affatto vero che il vino fa buon sangue: gli
alcolisti, anzi, sono
spesso anemici.
Sgombrato il campo dai pregiudizi, si può poi aggiungere qualcosa sulle
conseguenze del bere, non solo sull'organismo ma anche sulle relazioni sociali.
L'effetto più eclatante sul primo è
la cirrosi epatica, ma anche una semplice
gastrite di certo non è piacevole. Ancora meno simpatiche sono le
implicazioni psicologiche: si va dall'allucinosi, all'atrofia cerebrale, cioè alla
perdita progressiva della memoria.
Spaventarsi, però, non aiuta tutti a farla finita con l'alcol. Devono essere nate per questo motivo,
le vignette del
“Centro documentazione, studi e ricerca sul fenomeno delle dipendenze patologiche” della Usl di Arezzo (vedi la foto in alto a sinistra). A volte, sembrano dire i fumetti,
bisogna riderci un po' su, per superare un nostro problema.
Chi invece non abbia capito ancora quanto sia a
rischio dipendenza, può provare a rispondere in maniera sincera alle
quattro domande previste nel test “Cage” (acronimo di
Cut down, Annoyed, Guilty, Eye opener), come
per esempio: “Ti senti in colpa quando bevi?”. Sottoporsi al test è normalmente possibile presso le associazioni
alcolisti anonimi o degli
alcolisti in trattamento che operano nel nostro Paese. Per saperne di più, si può contattare la
redazione di Alcolonline all'
email redaz.web@alcolonline.it.
Nel mese culminante in
una delle feste più importanti per la storia d'Italia del secondo Dopoguerra, il prossimo
Venticinque aprile, non si poteva non parlare di
esperienze di “liberazione”. Una di queste è proprio
smetterla con l'alcol, possibile a tutti; basta volerlo davvero.