



Il tempo fugge irreparabilmente, diceva un antico proverbio latino.
Dell'amara verità di queste semplici parole a una certa età diventiamo tutti consapevoli, in particolare quando cominciamo a lavorare e ci facciamo risucchiare da impegni e scadenze.
Nello stesso istante in cui ne prendiamo coscienza, cominciamo a rimpiangere le nostre estati da ragazzi, quando la scuola chiudeva e le giornate erano gioiosamente vuote.
Quando i minuti sembrano solo andarsene via, insomma, vorremmo fermarci come facevamo allora e stare a guardare.
Senza impigrirci troppo, però: l'importante è fare solo le cose che ci piacciono.
Risponde più o meno a questi obiettivi la “Giornata mondiale della lentezza”, alla seconda edizione il prossimo 25 febbraio (ma anche nei giorni precedenti e seguenti: perché chi rallenta, ha bisogno di più giorni...).
Protagonisti dell'iniziativa, molti luoghi, da New York a Follonica (in Toscana), da Parigi a Benevento, da Milano a Fermo (nelle Marche).
Che cosa si fa? Concerti, letture poetiche, passeggiate naturalistiche e molto altro, l'essenziale è per l'appunto divertirsi e rilassarsi.




