Raggiunta una certa età si è più sensibili al freddo e maggiore è il
rischio di ipotermia.
Come si comporta il corpo umano con le basse temperature? Risponde il
Dottor Massimo Tanzi, Medico Chirurgo, Fisiatra, Geriatra, Specialista in Medicina dello Sport: “In condizioni normali una persona svestita percepisce come “temperatura ambientale confortevole” una temperatura di 28°C.
Il corpo umano è solitamente in grado di compensare i cali di temperatura esterni con la cosiddetta
termogenesi, la produzione di calore all’interno del corpo. Questa
funzione nelle persone anziane è ridotta, motivo per cui, oltre una certa età, si è più soggetti al rischio di ipotermia.
A far aumentare il rischio di ipotermia contribuiscono poi una serie di fattori che, con l’avanzare dell’età, si acuiscono progressivamente:
diminuzione del grasso sottocutaneo che svolge un’azione termoisolante; diminuzione del contenuto di acqua corporea che ha azione di distribuzione del calore all’interno del corpo; riduzione della vasocostrizione cutanea e quindi una maggiore dispersione di calore nell’ambiente. L’
ipotermia, che come già detto colpisce più facilmente le persone anziane, è
pericolosa quando determina l’abbassamento della
temperatura corporea centrale al disotto dei 33° C., innalzando notevolmente l’incidenza di accidenti cardiovascolari.
Per concludere, in caso ci si trovi in condizioni di ipotermia, è importante
eliminare eventuali indumenti bagnati,
bere bevande calde,
coprirsi con abiti asciutti e muoversi in modo da favorire la circolazione e la termogenesi.
Il riscaldamento deve in ogni caso avvenire gradualmente.
Sono assolutamente da evitare bevande alcoliche. Dott. Massimo TANZI
Medico Chirurgo, Fisiatra, Geriatra, Specialista in Medicina dello Sport